Ott 9, 2015 - Abruzzo, Lazio    No Comments

La Pantasema

La “pantasema” è una antica figura femminile legata ai riti agricoli della cultura pagana del centro Italia, particolarmente presente nei territori laziale e abruzzese. Pantàsema, pantàsima, fantàsima, mammoccia e signora sono solo alcune delle varianti regionali del nome di questa antica figura, simbolo di fertilità, spesso legata ai riti di passaggio.

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A Marzanello, frazione di Vairano Patenora, nel primo trentennio del XX secolo, tra le presenze occulte e malvagie dell’immaginario popolare viene annoverata anche la pantàsema come personaggio maligno indefinito. A Torre Cajetani, nel dialetto del paese, si usa ancora oggi il termine pantàsema o fantasma. A Subiaco, nel dialetto Sublacense il termine pantàsema indica un fantasma, una donna inespressiva o una donna immobile. Mentre a Civitella Rovereto una pantasema indica una donna invadente.

In diversi comuni, la domenica che precede l’inizio dell’anno scolastico si svolge la Pantasema, la tradizionale festa di fine estate. Un fantoccio, preparato a mano da alcuni volontari, rappresenta l’estate e sfila per le strade seguito da alcuni carri allegorici e dai molti ragazzi in costume come se fosse Carnevale. La sfilata è accompagnata da balli, musica e tanti divertimenti; il tutto si conclude in piazza dove il fantoccio viene bruciato, proprio a rappresentare la stagione calda che ci abbandona.

 

La Pantasemaultima modifica: 2015-10-09T15:48:44+02:00da flashdoc92
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