Ott 9, 2015 - Basilicata    No Comments

Ripenia e Capripede

La tradizione, ci racconta che San Vitale, monaco di rito greco,  giunto ai piedi del monte Raparo, nei pressi dell’attuale San Chirico Raparo, tra il 980 e il 986, abitò in una grotta e costruì il convento di S. Michele Arcangelo.  Più tardi i monaci vi costruirono sopra la Basilica. La grotta ricca di stalattiti e stalagmiti, con numerose gallerie e vasche, è bagnata dalla fonte “Trigella”.

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Alla fonte è legata la leggenda della Ninfa Ripenia che, per sfuggire al fauno Capripede, si rifugiò nelle vasche della Trigella. Il fauno per vendicarsi fece prosciugare la sorgente e rese l’acqua non potabile. Capripede, fauno innamorato, attende ogni giorno che il sole e i suoi raggi riflessi nell’acqua, filtrati dalle fronde del bosco, disegnino i dolci lineamenti dell’amata Ripenia intenta a rinfrescare la lunga chioma dorata tra le acque della Trigella. Intanto, le stesse acque della Trigella si intorbidano e assumono aspetto sinistro, colpite dalla maledizione del fauno che, privato della ninfa, invocò il loro avvelenamento.

 

Ripenia e Capripedeultima modifica: 2015-10-09T17:55:08+02:00da flashdoc92
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