Ott 10, 2015 - Veneto    No Comments

L’Anello e il Pescatore

Una leggenda narra che un pescatore veneziano, che se ne stava a Riva degli Schiavoni, si sentì chiedere da un vecchio di portarlo all’isola di San Giorgio. Il cielo era nero come la pece e perfino la laguna era in tempesta, ma il pescatore disse di si, come se fosse obbligato.

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Quando arrivarono a San Giorgio, sulla barca salì un giovane guerriero, e poi via, dritti a San Nicolò del Lido, dove presero a bordo un altro passeggero. Il vento era sempre più forte, il mare sempre più cupo, ma i tre uomini volevano andare ancora avanti, e il pescatore obbedì e fece forza sul remo. Ed ecco, una volta al largo videro una grande nave nera, piena di diavoli di tutte le misure, che veleggiavano verso Venezia per distruggerla con i loro malefici e sommergerla con un maremoto. Ma i tre uomini, che poi erano San Marco, San Giorgio e San Nicolò fecero il segno della croce nell’aria e sotto la nave del demonio si aprì una voragine d’acqua che la inghiottì.

Il pescatore quasi non riusciva a credere a quello che aveva visto, così san Marco si sfilò dal dito un anello e gli disse di andare dal doge e di raccontagli tutto. E se il doge non gli avesse creduto, di fagli vedere l’anello. Il pescatore andò e, quando mostrò l’anello, si scoprì che era proprio quello custodito nella basilica, sparito ormai da qualche giorno. Il pescatore coraggioso venne ricompensato con una ricca pensione ed ebbe anche il permesso di vendere la sabbia dell’isola di Sant’Erasmo.

 

L’Anello e il Pescatoreultima modifica: 2015-10-10T13:25:41+02:00da flashdoc92
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