Nov 7, 2015 - Lombardia    No Comments

L’Orco di Teglio

Orco è un nome che incute, con il solo suono, un timore ancestrale. Il termine deriva dal latino “orchus”, che significa la bocca spalancata dell’abisso che inghiotte chi vi si avvicina, anche se qualcuno ipotizza un’origine da “Ungaro”. Gli Ungari, infatti, soprattutto nel secolo X, con le loro scorrerie sanguinose e talora sanguinarie seminarono terrore in buona parte dell’Europa cristiana.

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Sembra che fra il 910 ed il 1000 abbiano effettuato incursioni anche in Valtellina. Alla loro immagine terribile è rimasta legata, nei secoli successivi, quella di un essere a metà fra l’uomo ed il mostro, che si ciba di bambini e che terrorizza gli uomini, aggirandosi nei territori prediletti, le selve ed i boschi più fitti. Nelle leggende, però, come spesso accade, l’aspetto orrorifico si stempera, lasciando il posto a tratti diversi, anche comici e burloni, che sembrano esorcizzare gli incubi più profondi. E’ il caso dell’orco che, si racconta, amava prendersi gioco dei viandanti che passavano nei pressi della chiesetta di san Rocco di Teglio. Si trattava di un orco davvero singolare.

Innanzitutto era davvero difficile vederlo: infatti era molto alto, come un larice, ma, nel contempo, anche estremamente sottile, più sottile di un crine di cavallo, tanto da risultare invisibile. In tal modo se ne poteva andare in giro indisturbato, studiando i tiri da giocare alle malcapitate vittime. Sì, perché ciò che più amava erano le burle. Approfittando dei suoi poteri magici, si manifestava in diverse sembianze. Un paio di volte, raccontano, assunse l’aspetto di un asino.

 

L’Orco di Teglioultima modifica: 2015-11-07T13:59:09+01:00da flashdoc92
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