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Nov 22, 2015 - Sardegna    No Comments

Maschinganna

Maschinganna o Maskinganna, che significa “Maestro degli inganni”, è un personaggio leggendario del folklore sardo, un folletto che si prendeva gioco delle persone che dormivano facendole risvegliare terrorizzate.

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Il suo aspetto era quello di un diavolo silvestre ma a volte assumeva le sembianze di un bambino che piangeva o quelle di un bel fanciullo, che appariva per un istante e scompariva subito dopo. In verità non era altro che la spiegazione popolare ai fenomeni di illusione ottica e acustica di cui era ritenuto responsabile. Il personaggio di Maschinganna era conosciuto soprattutto nei paesi di Busachi e Paulilatino, in provincia di Oristano, dove la sua maschera veniva utilizzata durante il carnevale. Viene chiamato anche l’Ingannatore.

 

In Sardegna agisce prevalentemente nel mondo agro-pastorale, rendendosi protagonista di innumerevoli storie, prendendo di mira generalmente  contadini e pastori. Secondo la tradizione ha la capacità di assumere qualsiasi sembianza, spesso quelle di un bambino o di un animale, ma può manifestarsi anche solo con la voce. Su Maschinganna compie anche azioni positive, talvolta dando avvertimenti utili agli esseri umani.

 

Nov 7, 2015 - Sardegna    1 Comment

Gli Orchi dei Nuraghe

Come nelle migliori tradizioni fantastiche, anche in Sardegna non poteva di certo mancare l’Orco. Questo abitava principalmente i Nuraghe ed infatti molte sono le torri nuragiche che hanno appunto come nome “Sa dom’è s’Orcu” ( la tomba dell’Orco).  In sardegna gli Orchi venivano descritti come di grande statura, molto robusti e con braccia lunghe e pelose.

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Ne avevano tutti paura, ma soprattutto i bambini che, in tempi ormai remoti, quando accudivano le greggi, ponevano addirittura dell’erba in mezzo ai campanacci per evitare qualsiasi rumore quando transitavano nei pressi delle imponenti strutture megalitiche. Il rumore poteva infatti far uscire i massicci orchi all’aperto e, come ogni orco che si rispetti, erano ghiotti di carne umana.

 

Ott 27, 2015 - Sardegna    No Comments

Le Tombe dei Giganti

Durante l’Età del Bronzo, (3300 – 700 a.C.), la civiltà nuragica eresse in Sardegna quelle che sono diventate famose come le Tombe dei Giganti. Queste strutture megalitiche sono state utilizzate dal popolo nuragico come tombe pubbliche, per la sepoltura comune di molti individui. Finora, in Sardegna sono stati scoperti 321 monumenti simili, tra i quali il più famoso è certamente quello di Coddu Vecchiu.

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Questi particolari sepolcri consistono essenzialmente in una camera funeraria lunga sino a 30 metri e alta sino a 3 metri. In origine l’intera struttura veniva ricoperta da un tumulo somigliante più o meno ad una barca rovesciata. La parte frontale della struttura è delimitata da una sorta di semicerchio, quasi a simboleggiare le corna di un toro, e nelle tombe più antiche, al centro del semicerchio è posizionata una stele alta in alcuni casi fino a 4 metri, finemente scolpita e fornita di una piccola apertura alla base che, si suppone, veniva chiusa da un masso, e tramite la quale si accedeva alla tomba. Le dimensioni impressionanti di tali strutture richiamano il passato nebuloso e un po’ misterioso della storia umana, la quale è ancora costellata di domande senza risposta.

Secondo alcune leggende, prima dell’arrivo della civiltà nuragica, questi sepolcri ospitavano i resti di uomini giganti che vivevano nella zona, idea in gran parte dovuta alla dimensione massiccia delle pietre utilizzate, alcune delle quali raggiungono l’altezza di 30 metri. Tuttavia, nessun resto di esseri umani giganti è mai stato trovato nelle tombe. La tomba di Coddu Vecchiu è il sito più enigmatico, dato che poco si sa circa i rituali che venivano celebrati nel sito, o il simbolismo che veniva evocato. Alcuni ritengono che le tombe erano considerate come dei portali verso l’aldilà, una sorta di passaggio dal mondo fisico a quello spirituale.

 

Ott 17, 2015 - Sardegna    No Comments

Lo Scrixoxiu

L’ubicazione di uno scrixoxiu veniva solitamente rivelata da uno spirito, spesso di un parente defunto, che dava delle indicazioni precise prima di concedere l’asporto del tesoro. In ogni caso questo era legato a tenebrosi rituali che se non venivano rispettati ed eseguiti ad arte, erano pericolosi per la vita e potevano portare alla dannazione dell’anima.

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In taluni casi i rituali prevedevano anche dei sacrifici animali. Ed era molto rischioso rispondere agli spiriti, questi custodi dei tesori spesso si vendicavano degli uomini sprovveduti o che tentassero di gabbarli non rispettando i patti.

Il luogo dove si trovava lo scrixoxiu non doveva essere mai rivelato prima del suo recupero, altrimenti si trasformava in cenere. Nei tempi antichi si usava cementare nei muri o nel pavimento uno scrigno con dentro le monete d’oro, d’argento e altri oggetti preziosi. Forse è proprio da qui che è nata la leggenda.

 

Ott 6, 2015 - Sardegna    No Comments

Lo Scultone

Le leggende folkloristiche sarde riferiscono dell’esistenza dello scultone, un animale rettiliforme simile ad un drago che uccideva uomini e animali nei pressi di Baunei (Nuoro), la fuga di un drago chiamato scultone avrebbe aperto la voragine detta del Golgo.

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A eliminarlo definitivamente sarebbe stato Pietro apostolo, con un astuto accorgimento, poiché lo sguardo dello scultone aveva il potere di uccidere, Pietro lo avrebbe guardato per mezzo di un piccolo specchio, neutralizzando tale potere. Afferrato per la coda lo Scultone venne sbattuto ripetutamente a terra, fino a quando il suolo non cedette inghiottendolo e lasciando aperta la profonda fenditura che ancora oggi è visibile.

Secondo alcuni si tratta di uno stellione (o tarentola mauritanica) rimasto in letargo sotto terra per 10 anni. Secondo altre fonti si tratta di un serpente o di un rettile di grosse dimensioni, altri ancora lo descrivono come un drago con sette teste e con una croce in cristallo sulla fronte che chi riuscirà a prendere avrà fortuna per 5 generazioni. In realtà nessuno l’ha mai visto, sia perché queste specie di mostro si nasconde alla vista, ma anche perché la sua comparsa è assai pericolosa, il suo soffio, infatti, può uccidere, così pure il suo sguardo.