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Nov 25, 2015 - Toscana    No Comments

La Volpe Piena d’Oro

Nel castello Strozzavolpe a Poggibonsi si narra di Bonifazio, Duca e Marchese di Toscana, che si ostinò a far voler costruire questo edificio nonostante nei suoi paraggi, all’epoca, vi fosse una strana volpe che sembrava mettere in fuga anche i cavalieri più coraggiosi e indefessi. Nella “migliore” tradizione inglese iniziò cosi una vera e propria  caccia alla volpe, ma invano visto che l’animale sembrava sfuggire ad ogni tipo di inseguimento prendendosi gioco anche dei più abili cacciatori.

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Fatto ancor più diabolico, come venne allora interpretato, è che la volpe sembrava tener lontano gli sprovveduti avventurieri spuntando loro contro fuoco e fiamme dalla bocca. Il Duca, stufatosi dello scherno dell’animale, avrebbe così deciso di giocare d’astuzia, nascondendosi nel bosco e tendendole un agguato. La trappola riuscì con il povero animale strozzato da un laccio. La soddisfazione del nobile durò ben poco quando il suo mago gli predisse che il suo castello sarebbe durato tanto quanto il corpo dell’animale. Si provvedette così a farlo imbalsamare e al suo interno fu riversato tanto oro quanto lo stesso sarebbe stato in grado di contenere.

Il corpo così fu nascosto nelle fondamenta del castello, in un luogo tanto segreto che nessuno mai sarebbe riuscito a trovare. Tre cavalieri furono messi a guardia del curioso “talismano”. Secondo una più recente leggenda, sul finire dello scorso secolo un muratore riuscì a trovare un lauto bottino, ma appena lo prese in mano sarebbe stato scacciato dagli spettri dei tre cavalieri anticamente messi a guarda del luogo. Leggende o miti che siano ancora oggi la gente del posto racconta come, nelle notti di luna piena, si veda aggirarsi nella zona una grande volpe che sembra sempre nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato.

Ott 15, 2015 - Toscana    No Comments

La Piramide del Bosco Isabella

Il bosco Isabella è un giardino monumentale costruito a Radicofani su un terreno seminativo dalla fine dell’800 alla seconda guerra mondiale dalla famiglia Luchini. Nel giardino furono rinvenuti i resti di una costruzione antica a mura poligonali, forse un luogo di culto etrusco o addirittura anteriore, ritrovato nel 1902, ed anche i resti di un fortino senese.

Radicofani - Bosco Isabella

 Nel centro del giardino venne costruita una misteriosa piramide in pietra a base triangolare, uno dei tanti simboli che facevano riferimento alla appartenenza massonica della famiglia. Alcune disposizioni nel giardino infatti sembrano naturali ma in realtà sono studiate, come la disposizione di alcune essenze o alberi a gruppi di tre, numero simbolico.

La giara interrata prima del piazzale che ricorda il catino del tempio di Salomone usato per le abluzioni, o i due grandi massi disposti all’inizio del sentiero che porta alla piramide, che rappresentano le due colonne del tempio salomonico, la siepe a forma di cerchio rappresenta l’occhio che sovrintende la piramide a base triangolare, simbolo principe della massoneria.

Ott 10, 2015 - Toscana    No Comments

La Quercia delle Streghe

La Quercia delle streghe è un albero di dimensioni quasi irreali che si trova nella frazione di San Martino in Colle e che è oggetto di due importanti leggende.
La prima leggenda  narra che questo maestoso albero fosse stato il punto di ritrovo per le streghe che erano solite fare i loro riti e danzare sopra di esso. La sua forma schiacciata, con i rami sviluppati quasi orizzontalmente, sarebbe dovuta alla ripetuta  presenza delle streghe sulla chioma. E’ questo il motivo per il quale viene chiamata “quercia delle streghe”.

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La seconda leggenda collega la quercia alla favola di Pinocchio: questa sarebbe proprio la pianta sotto la quale Pinocchio avrebbe sepolto i denari durante il cammino per il Paese dei Balocchi, incoraggiato dal Gatto e la Volpe. Secondo Collodi, probabilmente, il Paese dei Balocchi sarebbe stata una rappresentazione del Settembre Lucchese (mese in cui la zona è oggetto di fiere, incontri e iniziative). Se così fosse la “Quercia delle streghe” si troverebbe proprio lungo la strada che collega il paese di Collodi a Lucca.

 

Ott 6, 2015 - Toscana    No Comments

Il Foglionco

Il Foglionco è un piccolo e spietato predatore notturno, terribile insidia dei pollai. I grandi dicevano ai bambini che se durante il giorno fa­cevano i capricci, la notte sarebbe arrivato in camera il “Foion­co” con i suoi occhietti scintillanti e i denti aguzzi a succhiar loro il sangue, così come faceva con le galline, cosa di cui i piccoli non dubitavano avendole viste diverse volte scannate nel pollaio.

Foglionco

“Fojonco” è un termine dialettale dell’ area lucchese (Lucca, Viareggio, Versilia, Media Valle del Serchio e Garfagnana) che indica una puzzola o un tipo di animale notturno come la faina o la martora. Si tratta dunque di un mustelide ben noto ai contadini per essere predatore di animali da cortile. Il fatto che l’animale abbia abitudini notturne e sia difficile da avvistare (difficilissimo quando non esisteva la luce artificiale) ha sempre portato a descrizioni confuse. A volte infatti si fa coincidere il Foglionco con la faina. D’altro canto la faina, come altri mustelidi, ha forma cilindrica allungata e questo le permette di penetrare nei pollai da piccole aperture dando alle scorrerie un alone di mistero. In verità il Foglionco è conosciuto per la capacità di addentare le prede al collo, lasciando evidenti segni sui cadaveri. E’ diffusa la credenza, per altro errata e attribuita popolarmente anche alla martora, che il Foglionco succhi il sangue delle vittime.

In anni recenti si è diffusa l’idea, avvalorata da testi e siti di criptozoologia, che il Foglionco sia una creatura immaginaria, talvolta descritta come capace di volare. In realtà quest’idea è recente e non si trova in alcun testo novecentesco sul folclore. Il mito del Foglionco come animale fantastico deriva molto probabilmente da due fattori: Dalle descrizioni incerte che la maggior parte dei contadini facevano ai dialettologi (incertezza che non impediva mai di identificare il Foglionco con un mustelide), e dall’abbandono recente del piccolo allevamento di animali da cortile. Dalle incerte descrizioni di un mustelide si è così passati a vaghi ricordi di cose sentite dai nonni. Tali ricordi, rielaborati in ambito urbano, con aggiunta di notevole dose di fantasia conducono a descrizioni relative alla presunta capacità di volare dell’animale, e per questo motivo è divenuto oggetto di interesse per gli studiosi . In Garfagnana ed in Versilia, il Foglionco è noto anche come “Fegonchio” o “Fojonco”.