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Nov 22, 2015 - Sardegna    No Comments

Maschinganna

Maschinganna o Maskinganna, che significa “Maestro degli inganni”, è un personaggio leggendario del folklore sardo, un folletto che si prendeva gioco delle persone che dormivano facendole risvegliare terrorizzate.

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Il suo aspetto era quello di un diavolo silvestre ma a volte assumeva le sembianze di un bambino che piangeva o quelle di un bel fanciullo, che appariva per un istante e scompariva subito dopo. In verità non era altro che la spiegazione popolare ai fenomeni di illusione ottica e acustica di cui era ritenuto responsabile. Il personaggio di Maschinganna era conosciuto soprattutto nei paesi di Busachi e Paulilatino, in provincia di Oristano, dove la sua maschera veniva utilizzata durante il carnevale. Viene chiamato anche l’Ingannatore.

 

In Sardegna agisce prevalentemente nel mondo agro-pastorale, rendendosi protagonista di innumerevoli storie, prendendo di mira generalmente  contadini e pastori. Secondo la tradizione ha la capacità di assumere qualsiasi sembianza, spesso quelle di un bambino o di un animale, ma può manifestarsi anche solo con la voce. Su Maschinganna compie anche azioni positive, talvolta dando avvertimenti utili agli esseri umani.

 

Ott 28, 2015 - Basilicata    No Comments

Il Monachicchio

Secondo la tradizione il Monachicchio era lo spirito di un bambino morto prima di ricevere il battesimo. Uno spiritello dall’aspetto gentile, bello di viso, con in testa un berrettino di color rosso, “u cuppulicchii” (il cappellino). Appariva per lo più ai bambini come lui, e con questi trascorreva molto tempo a giocare, a ridere e a rincorrersi. Quest’ultima cosa era la più desiderata da lui, in quanto sapeva che i compagni di gioco facevano a gara per toglierli “u cuppulicchii”. Chi riusciva, infatti, a strapparglielo dalla testa, si metteva a raccogliere monetine d’oro che copiosamente cadevano a terra con un caratteristico tintinnio.

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Il Monachicchio, al contrario degli spiriti malefici, si mostrava ai bambini sia di giorno che di notte. La sua presenza non dava mai fastidio, anzi faceva piacere perché si presentava sotto le sembianze di un folletto ed era, quindi, molto vivace, scherzoso e giocherellone. I suoi lazzi preferiti erano: togliere le coperte dal letto, fare il solletico ai piedi e sussurrare dolci parole negli orecchi delle ragazzette. A queste, specie se erano paffutelle, leccava delicatamente le guance.

Molte volte si posava come un incubo sul corpo delle persone, oppure s’introduceva nel letto per sollevare il cuscino dalla testa e soffiare nelle orecchie dei dormienti. Spesso si divertiva, durante la notte, ad annodare i peli della coda di asini e muli e la criniera dei cavalli, sotto la cui pancia si faceva trovare all’alba, quando i contadini si levavano dal letto. La mattina, mentre i padroni degli animali erano intenti allo scioglimento dei nodi, il Monachicchio assisteva divertito al paziente lavoro e rideva a crepapelle se non riuscivano a slegarli. Poi, tutto soddisfatto, battendo le mani, spariva nel suo fantastico mondo ove abitava in una grotta ricca di tesori.

 

Ott 9, 2015 - Abruzzo, Marche    No Comments

Il Mazzamurello

Il mazzamurello è una creatura fantastica della tradizione folklorico-fiabesca di molte regioni italiane. In particolare, esso appartiene alle tradizioni rurali degli attuali territori delle province di Macerata, Fermo, Teramo e Ascoli Piceno.

mazzamurelloLe maggiori leggende relative ai mazzamurelli sono della tradizione folkloristica dei Monti Sibillini. Il mazzamurello è un folletto di montagna. In quanto creatura fantastica, il mazzamurello appartiene a quello che viene definito “Piccolo Popolo”, ossia l’insieme delle creature fatate che compongono l’immaginario fiabesco delle tradizioni popolari. Caratteristica del mazzamurello è il produrre dei rumori all’interno delle abitazioni per manifestare la sua presenza agli abitanti della casa.

Infatti, l’etimologia del nome di questo folletto viene fatta derivare popolarmente proprio dai termini “mazza” (colpo) e “murello” (mura), per indicare la sua abitudine di battere contro le mura di una casa per manifestarsi. In ogni caso, secondo la tradizione fiabesca popolare, la presenza di un mazzamurello in casa indica la prossimità di un tesoro, un pericolo imminente per uno degli abitanti o più spesso un messaggio di un caro defunto che cerca di comunicare con i vivi. Come altre creature mitologiche dei Monti Sibillini i mazzamurelli sono infatti tradizionalmente considerati messaggeri tra il mondo ordinario e il mondo incantato, ovvero tra il mondo terreno e il mondo dell’aldilà.

 

Ott 9, 2015 - Marche    No Comments

Gli Sprevengoli

Gli Sprevengoli, secondo la tradizione popolare di Ancona, sarebbero dei folletti che disturbano le persone durante il sonno. Secondo i racconti, saltavano sull’addome delle povere vittime e le facevano svegliare di soprassalto con l’affanno.

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Gli Sprevengoli colpivano di notte e solitamente dopo delle cene abbondanti, e i malcapitati dovevano alzarsi dal letto e prendere un bicchier d’acqua per riuscire a star meglio. Un’altra storia racconta che gli Sprevengoli operavano solo in un momento preciso, mentre chi dormiva era nel bel mezzo del sonno, fra l’una e le tre del mattino, lo Sprevengolo gli saltava sullo stomaco e premeva, premeva, finché la vittima non si svegliava piena di sudore. Per tornare a dormire in tranquillità bisognava che il malcapitato facesse uno sforzo: si sollevasse a sedere e si facesse il segno della croce.

Ma doveva allungare la mano all’acquasantiera fissata sul muro sopra il comodino e utilizzare la zecchetta di olivo benedetta la domenica delle Palme che vi era immersa, solo così avrebbe mandato via lo spirito.  Nel centro storico della Città di Ostra, cittadina fortificata in provincia di Ancona, ogni anno, rivive l’antica credenza popolare degli Sprevengoli. La notte degli Sprevengoli è una festa tradizionale dove, per tre giorni, è possibile degustare piatti tipici della città di Ostra accompagnati da pregevoli vini marchigiani.