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Ott 27, 2015 - Puglia    No Comments

La Sirena Leucasia

A Parabita, nella Sacrestia della Chiesa di San Giovanni Battista, la volta rettangolare presenta una serie di inconsuete immagini, vere e proprie “cartoline” del passato, nelle quali possiamo ammirare Gallipoli, Otranto, Castro, Leuca ed altri posti. Qui, un’inconsueta sirena a due code (come da iconografia tardo medievale), coronata e ad occhi chiusi, galleggia sull’acqua.

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Si diceva che la città fosse stata fondata dalla sirena Leucasia, le colonie della Magna Grecia, infatti, spesso si appoggiano a qesti miti per spiegare la fondazione delle città o dei villaggi. In effetti, vi sono anche per il caso di Leuca, gli stessi motivi ricorrenti, la sepoltura della sirena presso un corso d’acqua, e la nascita della città assieme alla tomba. Questa è una delle più belle leggende di Puglia, legata al tempo dei Messapi, quando in quella zona esisteva la città di Veretum e sul promontorio c’era un tempio dedicato alla dea Minerva. Si dice che regina di quello specchio di mare dove si incontrano Jonio e Adriatico fosse una sirena tutta bianca e perciò chiamata Leucàsia (dal greco leukòs=bianco). Ella era bellissima ma anche un mostro, perché metà donna e metà pesce, cantava divinamente e attirava i marinai.

Una volta volle attirare un pastorello che zufolava sugli scogli. Quegli le resistette, per restare fedele alla sua innamorata. Lui si chiamava Melisso, lei si chiamava Arìstula. Leucàsia, offesa per il rifiuto, si vendicò ferocemente quando li sorprese abbracciati sugli scogli. Scatenò con la sua coda e il suo fiato, forte come un ventaccio, una tempesta tale che trascinò giù i due sventurati amanti. Li sbattè più volte sulle scogliere fino ad ucciderli e poi ne separò i corpi, lasciandoli sulle due punte opposte del golfo, affinché nessuno potesse unire ciò che lei aveva diviso. Dall’alto del suo tempio la dea Minerva vide tutto questo e si impietosì. Decise allora di pietrificare i corpi di Melisso e Arìstula, dando loro l’eternità, quelle pietre diventarono da allora per tutti e per sempre la punta Meliso e la punta Ristola che, non potendosi toccare fra di loro, abbracciano quello specchio di mare. Anche Leucàsia finì pietrificata dal rimorso. E si trasformò nella città di Leuca.

 

Ott 9, 2015 - Campania    No Comments

Partenope

Napoli è anche detta Partenope perché la sua origine è legata ad una leggenda secondo la quale la fondatrice della città fu Partenope. Parthenope (termine che in greco significa vergine) era una sirena che viveva in Grecia, in un paese che si affacciava sul mar Ionio. Dotata di una fervida fantasia, trascorreva molte ore seduta sugli scogli a guardare il mare e sognare altri paesi da visitare.

partenopeAmava ricambiata il giovane Cimone, ma il padre di lei ostacolava il rapporto in quanto l’aveva promessa ad Eumeo. Un giorno i due giovani decisero di fuggire per non avere più ostacoli al loro amore. Al loro arrivo sulla nuova terra la natura cominciò a produrre una florida vegetazione. In seguito Partenope venne raggiunta dal padre e dalle sorelle, dai parenti e dagli amici che avevano sentito parlare tanto di questa terra così amena e accogliente, un vero paradiso. La voce si sparse in Fenicia, in Egitto così moltissimi popoli, caricati i loro averi e i simboli dei loro Dei su piccole imbarcazioni, partirono alla volta di questa favolosa terra.