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Dic 27, 2015 - Marche    No Comments

Il Fantasma della Paora e il Tesoro

Offagna, una città importante dal punto di vista archeologico per l’intensa presenza di villaggi celtici dei Galli Senoni, è conosciuta anche per l’antico castello medioevale arroccato sul Monte della Crescia, un luogo estremamente magico e suggestivo, considerato da molti studiosi lo scrigno dove sarebbe custodito un tesoro nascosto e reso inaccessibile dal fantasma di Paora. Sotto questo monte inoltre, esistono diverse gallerie con tanto di archi e colonne, abitate alla metà del Seicento dalla setta dei Giacomiti, fuggiti e nascosti perché condannati e ricercati dalla chiesa come eretici.

offagna rocca

La storia narra che accanto al tesoro vi sia una fonte che dal monte arriva al mare fino a Portonovo. In molti hanno cercato di trovare il tesoro nascosto di Offagna, ma nessuno è ancora riuscito nell’impresa. Questo perché a difesa del tesoro vi è un fantasma: il fantasma di “Paora”. Il fantasma, di cui non si sa nulla, ha da sempre protetto il tesoro con i suoi canti simili al gorgoglio della fonte, oppure assumendo le sembianze di una vecchietta che agli ignari cercatori del tesoro dispensava false piste ed enigmi complicatissimi.

La ricerca del tesoro è resa ancor più complicata dal fatto che il Monte della Crescia è ricco di torrenti e fonti naturali che impediscono al ricercatore di trovare la fonte più preziosa, quella che è accanto al tesoro. Inoltre il monte fu scavato dalla setta dei Giacomiti con tantissimi tunnel e gallerie, che rendono ancor più impervia l’impresa. Nel corso dei secoli in molti hanno tentato di trovare il tesoro protetto dal fantasma senza nessun successo. Alcuni addirittura si sono serviti di rabdomanti per la ricerca, ma il monte con le sue numerose fonti d’acqua ha reso impossibile l’individuazione di quella giusta.

 

Nov 25, 2015 - Toscana    No Comments

La Volpe Piena d’Oro

Nel castello Strozzavolpe a Poggibonsi si narra di Bonifazio, Duca e Marchese di Toscana, che si ostinò a far voler costruire questo edificio nonostante nei suoi paraggi, all’epoca, vi fosse una strana volpe che sembrava mettere in fuga anche i cavalieri più coraggiosi e indefessi. Nella “migliore” tradizione inglese iniziò cosi una vera e propria  caccia alla volpe, ma invano visto che l’animale sembrava sfuggire ad ogni tipo di inseguimento prendendosi gioco anche dei più abili cacciatori.

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Fatto ancor più diabolico, come venne allora interpretato, è che la volpe sembrava tener lontano gli sprovveduti avventurieri spuntando loro contro fuoco e fiamme dalla bocca. Il Duca, stufatosi dello scherno dell’animale, avrebbe così deciso di giocare d’astuzia, nascondendosi nel bosco e tendendole un agguato. La trappola riuscì con il povero animale strozzato da un laccio. La soddisfazione del nobile durò ben poco quando il suo mago gli predisse che il suo castello sarebbe durato tanto quanto il corpo dell’animale. Si provvedette così a farlo imbalsamare e al suo interno fu riversato tanto oro quanto lo stesso sarebbe stato in grado di contenere.

Il corpo così fu nascosto nelle fondamenta del castello, in un luogo tanto segreto che nessuno mai sarebbe riuscito a trovare. Tre cavalieri furono messi a guardia del curioso “talismano”. Secondo una più recente leggenda, sul finire dello scorso secolo un muratore riuscì a trovare un lauto bottino, ma appena lo prese in mano sarebbe stato scacciato dagli spettri dei tre cavalieri anticamente messi a guarda del luogo. Leggende o miti che siano ancora oggi la gente del posto racconta come, nelle notti di luna piena, si veda aggirarsi nella zona una grande volpe che sembra sempre nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato.

Ott 17, 2015 - Sardegna    No Comments

Lo Scrixoxiu

L’ubicazione di uno scrixoxiu veniva solitamente rivelata da uno spirito, spesso di un parente defunto, che dava delle indicazioni precise prima di concedere l’asporto del tesoro. In ogni caso questo era legato a tenebrosi rituali che se non venivano rispettati ed eseguiti ad arte, erano pericolosi per la vita e potevano portare alla dannazione dell’anima.

scrigno

In taluni casi i rituali prevedevano anche dei sacrifici animali. Ed era molto rischioso rispondere agli spiriti, questi custodi dei tesori spesso si vendicavano degli uomini sprovveduti o che tentassero di gabbarli non rispettando i patti.

Il luogo dove si trovava lo scrixoxiu non doveva essere mai rivelato prima del suo recupero, altrimenti si trasformava in cenere. Nei tempi antichi si usava cementare nei muri o nel pavimento uno scrigno con dentro le monete d’oro, d’argento e altri oggetti preziosi. Forse è proprio da qui che è nata la leggenda.

 

Ott 9, 2015 - Umbria    No Comments

I Cavalli d’Argento

La chiesa di Santo Stefano in Manciano si trova in un ambiente molto isolato, totalmente avvolta dalla vegetazione ed è a 527 metri di altitudine sul colle di Santo Stefano, altitudine che nei periodi dei conflitti interni, le dava una buona difendibilità. Di essa oggi rimane ben poco, le mura perimetrali sono ruderi, la cripta è semipraticabile ed il tetto completamente crollato. Edificata nel XII secolo, di aspetto romanico fa parte di un complesso di 27 chiese che arricchivano il territorio di Trevi.

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Questo luogo abbandonato è molto suggestivo e ha creato nel tempo innumerevoli leggende che, come ben sappiamo, hanno spesso un fondo di verità.
Si dice che i monaci che abitavano l’abbazia erano molto ricchi, forse non certo solo per le offerte, forse per qualche tesoro donato dal cielo, possedevano una grande quantità di argento, tale da ferrare gli zoccoli dei cavalli con ferri del prezioso metallo. Inoltre ornavano i finimenti e le staffe con fibbie in argento, tanto erano ricchi.

Questi cavalli così bardati apparivano quasi magici, scintillanti di giorno e eterei di notte al chiaro di Luna. Avevano la fama di essere invincibili ed immortali tanto che un lupo cercando di attaccare e uccidere uno di essi, si ritrovò a fuggire scioccato di fronte all’animale che incolume raggiungeva spavaldo la vicina Matigge. Questa enorme ricchezza dei monaci farebbe parte di un tesoro mai trovato e forse ancora oggi ben nascosto tra le rovine. Monili e gioielli di argento, forse magici, da rendere invincibile chiunque li indossi.